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Il Luccio

Origine
È una specie autoctona che è stata immessa per ripopolamento per la prima volta nel lago Trasimeno nel 1934.

Morfologia
Presenta dimensioni medie di circa 50 cm ma può raggiungere anche i 120 cm. Il corpo è allungato (l'altezza massima del corpo equivale ad 1/5 – 1/6 della lunghezza standard); testa grossa con bocca terminale assai grande, foggiata a "becco d'anitra", munita di denti robusti; pinna dorsale breve e spostata verso la coda. La colorazione del dorso è verde, più o meno scuro; i fianchi sono marmorizzati o zebrati di macchie più scure; il ventre è bianco - giallastro; durante la fregola ha spesso riflessi ramati o bruno rossastri (si pescano tanto soggetti chiari quanto soggetti scuri).

Alimentazione
Nei primi periodi di vita il luccio si ciba di plancton ed insetti, mentre da adulto si nutre prevalentemente di fauna ittica.

Riproduzione
Si riproduce in febbraio, in acque poco profonde, con abbondanti idrofite; nei terreni inondati; le uova di mm. 2,5 - 3 sono gialle e aderiscono alla vegetazione sommersa; le larve nascono dopo 10 – 15 giorni e misurano 9-10 mm, rimangono fissate agli steli d'erba per mezzo di organi adesivi posti sul capo fino al riassorbimento del sacco vitellino che avviene in pochi giorni; a 25 mm di lunghezza ha già una morfologia del tutto simile a quella degli adulti ed a 4-5 cm inizia a predare i giovani di altre specie ittiche.

Proprietà organolettiche e nutrizionali
Il luccio presenta carni bianche, sode e compatte e molto apprezzate dal punto di vista gastronomico anche se ricche di lische. Il filetto è magrissimo, con una percentuale di lipidi pari allo 0,5% e caratterizzate da un buon contenuto di proteine (19%). Gli acidi grassi sono rappresentati per circa il 35% da acidi grassi saturi, per il 12% da acidi monoinsaturi e per il 53% da acidi polinsaturi. Ben il 42% di questi acidi grassi sono costituiti da omega-3.